il Blog Travel For Fans – dove osano i viaggiatori

Arte e Cultura

Quando Robert Altman scese in Mississippi

Quando Robert Altman scese in Mississippi

By on Ott 23, 2013 in Arte e Cultura, Blog, USA | 2 comments

Robert Altman è, indubbiamente, uno dei registi più amati da pubblico e critica e ha saputo sempre cogliere un aspetto particolare degli americani, descrivendoli in commedie corali perfide, grottesche e sarcastiche allo stesso tempo. Nel 1999 tornò nel profondo sud, dopo l’esperienza con uno dei suoi capolavori, quel Nashville che mostrò per la prima volta i retroscena della Capitale della Country Music. Un ritorno fatto in grande stile optando per la quiete di un piccolo paese, laggiù nel Delta del Mississippi: Holly Springs, tra l’altro meta di tanti dei viaggi di Travel For Fans, il progetto turistico-culturale creato dall’associazione Rootsway di Parma e Il Blues, magazine che vanta oltre 30 anni di pubblicazioni, in collaborazione con Altrimenti Viaggi Tour Operator. Il film in questione è “La Fortuna di Cookie”, pellicola che si avvale della presenza di star del cinema mondiale come Charles S. Dutton, Chris O’Donnell, Glenn Close, Julianne Moore, Liv Tyler, Ned Beatty, Patricia Neal, la partecipazione straordinaria di Lyle Lovett e un simpatico cameo da parte di Rufus Thomas. Holly Springs, cittadina nella contea di Marshall e divenuta celebre grazie a bluesmen del calibro di R. L. Burnside, Junior Kimbrough e Robert “Wolfman” Belfour, è teatro della vicenda che narra di un suicidio, quello di Cookie, che scatenerà un gioco di intrighi tutti particolari per coprire il poco dignitoso gesto. Le nipoti, guidate dall’eccentrica e megalomane Camille (Glenn Close), cercheranno di coprirlo con un ben più decoroso omicidio che, però, finirà per incolpare il pacifico Willis, miglior amico di Cookie e, allora, tutto cambierà ad Holly Springs. Attorno a questa vicenda girano i personaggi che Altman magistralmente muove come pedine mosse a tempo di blues, scavando nelle loro identità, passando dai drammatici momenti iniziali per arrivare alla leggerezza che traspare dalla pellicola senza mai perdere disinvoltura e velando il tutto con un piacevole mistero. Basato su un testo di Anne Rapp, ne esce uno spaccato del sonnolento e mieloso Sud, un po’ come nelle opere di Tennessee Williams, Flannery O’Connor o Eudora Welty, che consideravano il melodramma meno importante dell’atteggiamento della gente. Anche la cittadina diventa quasi una protagonista del film, girato interamente là, con il cast che ha vissuto praticamente sul set e con l’aiuto di...

Read More
L’America attraverso il cinema dei fratelli Coen

L’America attraverso il cinema dei fratelli Coen

By on Mag 31, 2013 in Arte e Cultura, Blog, USA | 0 comments

Parlando di cinema è scontato che emergano gli Stati Uniti; e per ovvi motivi. Ovvi, ma non da sancire che la qualità dei prodotti sia pari agli investimenti e agli incassi ai botteghini. Ma se non è tutto oro ciò che luccica è altrettanto vero che dal 1894 (data delle prime proiezioni di Thomas Edison) ad oggi abbiamo potuto beneficiare di prodotti di altissima qualità provenire da oltre oceano. Ed è proprio ad un secolo esatto dalla creazione del cinetofono, e quindi del cinema con tanto di sonoro, che muovono i primi passi da protagonisti Ethan e Joel Coen, due giovani fratelli che daranno vita ad una serie di capolavori della filmografia statunitense, raccontando l’America con un occhio particolare per personaggi e dettagli. Un cinema, il loro, irriverente e sofisticato, grottesco, innovativo, spiazzante e a volte ambiguo, che si muove all’interno di tutti i generi, lasciando una forte impronta, un marchio di fabbrica, geniale e ricco di un fortissimo stilismo. Nonostante abbiano da sempre goduto di una notevole considerazione presso la critica i due fratelli, nativi di St. Louis Park, un sobborgo di Minneapolis, rifiutano ogni tipo di atteggiamento divistico, nella vita e nei rapporti con le persone. Tratti che spesso emergono nei personaggi creati appositamente per i loro film e magistralmente interpretati dai tanti attori, alcuni dei quali spesso presenti in diverse loro opere, come John Goodman, fenomenale caratterista, John Turturro e Frances McDorman, tra l’altro divenuta moglie di Joel Coen. E’ l’America con le sue contraddizioni che emerge forte nelle pellicole dei Coen ad iniziare da Arizona Junior, delirante storia tipicamente statunitense con un grandissimo Nicolas Cage. Dopo pochi anni arriva la consacrazione definitiva con il premio Oscar per Fargo, capolavoro del 1996 impregnato di quell’umorismo macabro che è il loro marchio di fabbrica. E’ uno dei momenti d’oro per i due fratelli, infatti il film seguente (1998) sarà quel Il Grande Lebowski, ancora oggi tra i più gettonati. Due anni dopo la troupe scenderà verso il Mississippi per una fortunata e geniale parodia dell’Odissea di Omero intitolata Fratello dove sei. Una storia fatta di brillantina, bluegrass, blues, crocicchi, rapinatori di banche e idioti esponenti del Ku Klux Klan, culminato con una grande inondazione del fiume Mississippi....

Read More

Un viaggio in America attraverso la sua pittura

By on Mag 25, 2013 in Arte e Cultura, Blog, USA | 0 comments

Che l’America abbia una breve storia è un fatto conclamato. Poco più di 500 anni, molto intensi, anche a livello pittorico. Se per i primi 4 secoli le influenze europee, cioè delle varie etnie fondatrici dei vari Stati, erano fortissime è altrettanto vero  che la determinazione a trasferire integralmente la quotidianità nel segno artistico fa nascere l’esigenza di un nuovo linguaggio, materiale e simbolico, totalmente sganciato dai modelli tradizionali. L’espansione verso il West, nel XIX secolo, ha creato quell’identità fatta di natura, della vita di frontiera resa celebre anche dalla letteratura e, successivamente, dal cinema statunitense, magistralmente trasposta su tela da Frederic Edwin Church, Winslow Homer e Frederic Sackrider Remington. Ma sono soprattutto le immagini della gente comune, cioè coloro che hanno creato l’America che amiamo, che colpiscono maggiormente l’immaginario  di quegli appassionati che vivono il sogno americano e, ai quali, fa un grosso riferimento il progetto Travel For Fans. Pittura, questa, ampiamente sottovalutata fino agli anni ’60 quando, finalmente, si inizia a registrare un’inversione di tendenza con studi scientifici e numerose mostre monografiche e tematiche che hanno fatto luce su un vasto patrimonio di opere, determinando un autentico ribaltamento dell’interesse della critica e del mercato conquistando anche il resto del mondo. Uno dei periodi più interessanti e creativi è quello che ha coinciso con i “ruggenti anni venti”, arrivati dopo la fine della 1° Guerra Mondiale e caratterizzati da una grande euforia ma, anche, da disillusione e da grandi contraddizioni. E’ in questi anni che nasce il realismo americano, anche conosciuto come Regionalismo, che descrive i più diversi aspetti dell’America della Grande Depressione. Il movimento vede tra i principali interpreti Grant Wood, Thomas Hart Benton e, soprattutto, Edward Hopper. Il contesto cittadino, la solitudine e l’individuo comune prendono forza tra le pennellate di questo movimento – vitale e retorico – che ci regala un perfetto spaccato dell’America rurale e urbana di quegli anni che influenzerà tutta l’arte dell’ultima parte del XX secolo, grazie anche al New Deal roosweltiano che segnerà importanti iniziative governative a favore dei giovani artisti statunitensi, dalle quali nasceranno l’Espressionismo astratto e la Pop Art. Tra i più noti ed interessanti artisti del XX secolo ci piace citare anche Andrew Whyeth, anch’esso interprete del regionalismo ...

Read More