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Come On In Blues Kitchen

Come On In Blues Kitchen

By on Gen 14, 2014 in Blog, Cucina e Ricette, USA | 0 comments

BBQLa cucina statunitense è comunemente considerata di basso livello, questo non vale per gli Stadi del Sud dove, invece, il mescolarsi di differenti etnie ha dato vita a una cultura culinaria di un certo spessore. Provate a pensare cosa possa essere successo mescolando influenze nativo-americane, africane, francesi, spagnole, anglo-scoto-irlandesi ed italiane. Un termine potrebbe essere “Soul Food” ma, anche Creola, Cajun, Lowcountry e Floribbean, a seconda degli Stati di provenienza. Generalmente i piatti tipici si possono considerare poveri e si basano sui prodotti locali lavorati a seconda della zona. Chi è appassionato di blues avrà avuto modo di ascoltare, leggere o vedere quanto il cibo sia importante nella cultura popolare, così come il “Moonshine”, il liquore a base di mais fatto in casa, cosa abbastanza comune nelle zone rurali del Mississippi. Nonostante i musicisti lo definiscano “the soul of the blues” e Mississippi John Hurt pare fosse uno dei più abili produttori, rimane comunque un prodotto illegale, quindi meglio evitarlo. Se il whiskey di mais è l’anima del blues il barbeque (BBQ) ne è certamente il cuore. Questo piatto generalmente a base di carne di maiale, spezie e salse, cotto in artigianali, a volte anche stravaganti, forni chiusi a base di torba o hyckory (noce americano), è considerato un must già dai tempi di Charley Patton che, si dice, prediligesse pezzi particolarmente grassi per evitare di ubriacarsi. Questo tipo di cucina fa parte della tradizione e la possiamo trovare ai vari festival oppure lungo le vie delle città, magari fidandosi del proprio olfatto nella scelta. Per i più fortunati è possibile imbattersi in prelibatezze “downhome” come i “Chitlins” a base dei cosiddetti scarti del maiale ma, è risaputo, che del maiale non si butta via nulla. Se non siete amanti della carne non temete, il pesce non manca, anzi è l’altro alimento per eccellenza collegato al blues. Non a caso il Catfish compare spesso nei testi delle canzoni blues venendo usato anche come simbolo per celare potenti immagini sessuali. E’ tradizione per chiunque vada in Mississippi mangiare un delizioso piatto di pesce gatto fritto accompagnato da “hushpuppies” (crocchette di mais), patate fritte o insalata di cavolo crudo. Potrà capitare di incontrare nei menù anche il nome “Buffalo”, non si tratta della carne del grande mammifero, icona di un’America che non c’è più, bensì di un pesce locale molto popolare. Viene fritto come il pesce gatto, ma ha una consistenza più delicata, un sapore più deciso e lische molto più grandi. Altro popolare piatto del Delta del Mississippi sono i Tamales. Originari del Messico sono a base di pasta di mais ripiena. Hanno le dimensioni di un sigaro e all’interno si può mettere praticamente di tutto: carne, formaggio e persino del pesce. Solitamente sono racchiusi in una foglia di pannocchia e, generalmente, vengono stufati. Robert Johnson ha dedicato una canzone (They’re Red Hot) a questo boccone che veniva venduto “due per un nichel, quattro per un centesimo”. Oggi il prezzo è salito, ma rimane uno spuntino gustoso ed economico. Questo è solamente un piccolo “assaggio” di quello che si può trovare in un viaggio nel Profondo Sud dove è possibile mangiare un po’ ovunque, anche al distributore di carburante, e trovare tanti altri prodotti come i pomodori verdi fritti, il pollo fritto e le verdure (vegetariani attenzione, spesso le verdure sono cotte assieme alla carne per insaporirle). Una prelibatezza regionale è il Tè freddo da bere per accompagnare il pasto e che può essere più o meno dolce a seconda della richiesta. Ovviamente non manca la birra, mentre per il vino la faccenda si complica un po’ sia come scelta, sia nei prezzi. Quindi – per concludere – un viaggio Travel For Fans nelle Terre del Blues può essere molto più appetitoso del previsto.

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