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L’America attraverso il cinema dei fratelli Coen

L’America attraverso il cinema dei fratelli Coen

By on Mag 31, 2013 in Arte e Cultura, Blog, USA | 0 comments

Parlando di cinema è scontato che emergano gli Stati Uniti; e per ovvi motivi. Ovvi, ma non da sancire che la qualità dei prodotti sia pari agli investimenti e agli incassi ai botteghini. Ma se non è tutto oro ciò che luccica è altrettanto vero che dal 1894 (data delle prime proiezioni di Thomas Edison) ad oggi abbiamo potuto beneficiare di prodotti di altissima qualità provenire da oltre oceano. Ed è proprio ad un secolo esatto dalla creazione del cinetofono, e quindi del cinema con tanto di sonoro, che muovono i primi passi da protagonisti Ethan e Joel Coen, due giovani fratelli che daranno vita ad una serie di capolavori della filmografia statunitense, raccontando l’America con un occhio particolare per personaggi e dettagli. Un cinema, il loro, irriverente e sofisticato, grottesco, innovativo, spiazzante e a volte ambiguo, che si muove all’interno di tutti i generi, lasciando una forte impronta, un marchio di fabbrica, geniale e ricco di un fortissimo stilismo. Nonostante abbiano da sempre goduto di una notevole considerazione presso la critica i due fratelli, nativi di St. Louis Park, un sobborgo di Minneapolis, rifiutano ogni tipo di atteggiamento divistico, nella vita e nei rapporti con le persone. Tratti che spesso emergono nei personaggi creati appositamente per i loro film e magistralmente interpretati dai tanti attori, alcuni dei quali spesso presenti in diverse loro opere, come John Goodman, fenomenale caratterista, John Turturro e Frances McDorman, tra l’altro divenuta moglie di Joel Coen. E’ l’America con le sue contraddizioni che emerge forte nelle pellicole dei Coen ad iniziare da Arizona Junior, delirante storia tipicamente statunitense con un grandissimo Nicolas Cage. Dopo pochi anni arriva la consacrazione definitiva con il premio Oscar per Fargo, capolavoro del 1996 impregnato di quell’umorismo macabro che è il loro marchio di fabbrica.

Jeff Bridges in Il Grande lebowsky

Jeff Bridges in Il Grande lebowsky

Travel For Fans_Fratello dove sei_crossroads

the Crossroads in una scena da Fratello dove sei?

E’ uno dei momenti d’oro per i due fratelli, infatti il film seguente (1998) sarà quel Il Grande Lebowski, ancora oggi tra i più gettonati. Due anni dopo la troupe scenderà verso il Mississippi per una fortunata e geniale parodia dell’Odissea di Omero intitolata Fratello dove sei. Una storia fatta di brillantina, bluegrass, blues, crocicchi, rapinatori di banche e idioti esponenti del Ku Klux Klan, culminato con una grande inondazione del fiume Mississippi. Da sottolineare la colonna sonora, senza ombra di dubbio una delle migliori della storia del cinema che denota, ancora una volta, la peculiarità nella ricerca dei particolari anche minimi dei due registi. Si rimane in provincia, come in quasi tutti i loro film e – nel 2001 – vede la luce L’uomo che non c’era, opera in bianco e nero che narra la vicenda di un taciturno barbiere della provincia statunitense degli anni cinquanta. Solo i due fratelli potevano trasferire in immagini le parole scritte di Cormack McCarthy e le polveri del Texas in quel Non è un paese per vecchi che usci nel 2007, anch’esso premiato con l’Oscar, che vede la partecipazione di un incredibile Javier Bardem nel ruolo di un inquietante e spietato killer. Non poteva mancare una parodia della comunità ebraica, nelle tragicomiche vicende umane che si intrecciano in A Serious Man (2009), ritratta in una precisa epoca storica. Film ricco di riferimenti biblici, sempre sull’orlo del parossismo caratterizzato da una nota sospesa tra il beffardo e il nichilismo dolente che, in alcuni momenti, ricorda il Woody Allen di Crimini e Misfatti. Tra i tanti generi esplorati mancava il western e, allora, si ritorna in Texas per un film difficilmente etichettabile. Il Grinta (2010), tratto dal romanzo di Charles Portis – dal quale si era ispirato anche l’omonimo film con John Wayne – è un capolavoro dove i Coen omaggiano e reinventano il genere western, riportando un immenso

una scena tratta da Inside Llewyn Davis

una scena tratta da Inside Llewyn Davis

Jeff Bridges a reinterpretare quel Drugo de Il Grande Lebowsky in un film che lascerà il segno. Segno che lascerà, ne siamo convinti, anche il nuovissimo (non ancora uscito nelle sale italiane) film ambientato, questa volta, nella New York degli anni ’60 e intitolato Inside Llewyn Davis che narra le vicissitudini di un musicista che si barcamena nell’esistenza quotidiana di Washington Square, nel Greenwich Village, parafrasando la vita del folk singer Dave Van Ronk. Un film che sembra uscito dall’autunnale copertina del capolavoro The Freewheelin’ di Bob Dylan e che ancora di più ci presenta quell’America tanto cara a Travel For Fans e ai suoi viaggi alla ricerca del “Sogno Americano”.

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